Calzone Napoletano
LE RICETTE DI ENRICO- Farina Caputo Pizzeria tipo 00 “Blu”: 600 g
- Acqua: 390 g · 65%
- Sale marino: 18 g
- Lievito di birra fresco: 0,5 g
- Ricotta: 480 g
- Fiordilatte ben scolato: 280 g
- Salame Napoli: 160 g
- Formaggio stagionato grattugiato: 24 g
- Olio extravergine d’oliva: 24–28 g
- Pomodoro pelato: poco, per la superficie
- Basilico fresco e pepe nero: quanto basta
Preparazione
4 calzoni da circa 250 g · 24 ore indicative a 20 °C
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La pizza che cambia forma
Il calzone nasce dallo stesso impasto della mia Pizza Napoletana, ma non è semplicemente una pizza piegata a metà. La chiusura cambia il modo di stendere il panetto, l’umidità degli ingredienti, la distribuzione del calore e il tempo di cottura.
All’interno il ripieno deve diventare cremoso senza produrre troppa acqua; all’esterno anche la sovrapposizione dei due lembi deve cuocere perfettamente.
Il programma delle 24 ore
Preparo l’impasto come per la Pizza Napoletana. Dopo circa un’ora di puntata formo quattro panetti da 250 grammi e li lascio completare la fermentazione nelle cassette chiuse. Prima della cottura preparo il ripieno e porto gli ingredienti a una temperatura non troppo fredda.
Le 24 ore e la dose di lievito sono riferimenti per circa 20 °C: osservo sempre l’impasto e adatto la gestione alla stagione.
1. Preparare impasto e panetti
Sciolgo il sale nell’acqua, aggiungo circa il 10% della farina e poi stempero il lievito. Incorporo gradualmente la farina restante e lavoro fino a ottenere una massa liscia, morbida e non appiccicosa.
Dopo la puntata divido l’impasto in quattro porzioni, le chiudo senza strappare la maglia glutinica e le sistemo nella cassetta fino a quando risultano cresciute, distese e ancora strutturate.
2. Preparare un ripieno asciutto
Lavoro la ricotta con un cucchiaio fino a renderla cremosa. Se è molto compatta aggiungo pochissima acqua; se è già morbida non ne aggiungo. Taglio il fiordilatte a listelli e lo lascio scolare con anticipo, poi riduco il salame in listarelle o cubetti piccoli.
Ricotta e fiordilatte non devono rilasciare siero: l’acqua libera genera vapore, indebolisce l’impasto e può aprire il calzone. Preparo tutti gli ingredienti prima di stendere il panetto.
3. Una stesura diversa
Passo il panetto velocemente in poca farina e rimuovo l’eccesso. A differenza della pizza aperta, premo anche verso l’esterno per ottenere un disco uniforme: un bordo troppo gonfio ostacolerebbe la chiusura, uno troppo sottile potrebbe rompersi.
Allargo a mano fino a circa 28–30 centimetri, senza matterello e senza tirare con forza.
4. Farcire soltanto una metà
Su una metà del disco distribuisco, per ogni calzone, 120 grammi di ricotta, 40 grammi di salame, 70 grammi di fiordilatte, 5–7 grammi di formaggio, pepe, basilico e 6–7 grammi di olio. Lascio libero un margine di circa due centimetri.
Non ammucchio il ripieno al centro e non lo porto fino al bordo. La quantità corretta non è la più abbondante, ma quella che l’impasto riesce a contenere e cuocere uniformemente.
5. Chiudere senza imprigionare aria
Porto la metà vuota sopra il ripieno facendo combaciare i bordi. Accompagno delicatamente verso l’esterno l’aria rimasta, poi sigillo con il lato del palmo e i polpastrelli, da un’estremità all’altra.
Controllo che tra i lembi non siano rimasti ricotta, olio o farina, perché impedirebbero l’adesione. Una breve pressione centrale distribuisce il ripieno senza schiacciare tutto il calzone.
6. Condire e trasferire
Metto sulla superficie poco pomodoro, una leggera spolverata di formaggio e, se desiderato, pochissimo olio, evitando la cucitura. Appoggio il calzone sulla pala sostenendone il peso, senza tirare le estremità, e verifico che scorra prima di infornare.
7. Una cottura più lunga
Cuocio direttamente sulla platea, in una zona dal calore equilibrato. Rispetto alla pizza aperta, il calzone richiede più tempo perché l’impasto sovrapposto e il ripieno devono cuocere e asciugarsi. Lo ruoto più volte controllando superficie, base e soprattutto la cucitura.
È pronto quando è uniformemente dorato, la base è asciutta, la chiusura non ha zone pallide e non escono liquidi. Dopo il forno lo lascio riposare qualche istante: il ripieno trattiene molto calore.
Il risultato che cerco
Cerco un involucro morbido ma completamente cotto, capace di contenere il ripieno senza diventare pesante. All’apertura la ricotta deve essere cremosa, il fiordilatte sciolto e il salame distribuito in ogni porzione; non deve esserci acqua sul fondo né pasta cruda all’interno.
È la stessa filosofia della mia Pizza Napoletana applicata a una manifattura diversa: ingredienti riconoscibili, impasto leggero ed equilibrio prima dell’abbondanza.